Storia
Nonostante l’origine romana del toponimo che deriverebbe dalla gens Avilia, il luogo cominciò a popolarsi alla fine del Duecento con i profughi di Potenza e della Valle di Vitalba sfuggiti alla repressione dell’insurrezione ghibellina del 1268. Successivamente la città fu assegnata da Carlo I d’Angiò a vari signori. Nel 1579 ottenne gli statuti comunali e partecipò ai moti del 1799, svolgendo un ruolo importante nella costituzione della Repubblica Partenopea. Dopo l’epoca borbonica fu uno dei maggiori centri legittimisti. Nel corso del Novecento diventò famosa per l’artigianato orafo, richiesto anche fuori dai confini nazionali. I decenni successivi alla seconda guerra mondiale hanno visto sorgere piccole realtà manifatturiere e soprattutto l’apparato pubblico, che ha assorbito parte della consistente disoccupazione.Nell’ultimo decennio del Novecento sono cresciute le attività e le iniziative di valorizzazione turistica del ragguardevole patrimonio culturale e paesaggistico. Ha dato i natali a eminenti personaggi dell’economia, del diritto e della letteratura dell’Ottocento e del primo Novecento: Giulio Corbo, economista; Emanuele Gianturco, giurista e uomo politico (a lui è intitolata la piazza centrale, nella quale campeggia il monumento bronzeo); Nicola Coviello, giurista; Silvio Spaventa Filippi, scrittore; Michele De Carlo e Antonio Labella, poeti. La città è anche patria dei fratelli Vaccaro, martiri giacobini.


